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1° settembre: si torna a Hogwarts!

Il 1° settembre di ogni anno è speciale per tutti i fan di Harry Potter: ore 11, King’s Cross, Binario 9 e ¾, pronti a tornare a Hogwarts sul bellissimo, magico Espresso che ci riporterà tutti a scuola e nel mondo magico (ma in fondo, chi è mai andato via per davvero?)

In cerca di un posto sui vagoni, in attesa del carrello dei dolci, le chiacchiere con i compagni… insomma, la magia di questo giorno, nonostante passino gli anni, non ha mai fine.

Oggi voglio ricordare ogni 1° settembre di Harry nei vari libri, anche se il mio preferito rimane sempre la prima volta di Harry sul binario: corre spaventato attraverso il muro, ma quando arriva finalmente al Binario 9 e ¾ e vede finalmente l’Espresso per Hogwarts, tira un sospiro di sollievo: è esattamente dove dovrebbe essere, e, anche se ancora non lo sa, sta andando verso casa.

Harry Potter e la Pietra Filosofale

Stava per andare dritto dritto a sbattere contro il tornello, e allora sarebbero stati guai… Chinandosi in avanti sul carrello,
spiccò una corsa… la barriera si avvicinava sempre di più… ecco, non sarebbe più riuscito a fermarsi… aveva perso il controllo del carrello… era a un passo… chiuse gli occhi, pronto all’urto… Ma l’urto non venne… lui continuò a correre… aprì gli occhi.
Una locomotiva a vapore scarlatta era ferma lungo un binario gremito di gente. Un cartello alla testa del treno diceva Espresso
per Hogwarts, ore 11. Harry si guardò indietro e, là dove prima c’era il tornello, vide un arco in ferro battuto, con su scritto Binario Nove e Tre Quarti. Ce l’aveva fatta.

Harry nella stazione di King’s Cross chiede aiuto ai Weasley per capire come attraversare la barriera tra i binari 9 e 10, così riesce ad arrivare sul Binario e prendere il treno per Hogwarts. Mettiamoci anche che, oltre ad andare a scuola per la prima volta, qui è dove conosce il suo migliore amico (e la sua futura moglie!!!)


Harry Potter e la Camera dei Segreti

«Andiamo tutti e due insieme, abbiamo solo un minuto di tempo» disse Ron a Harry.

Harry si assicurò che la gabbia di Edvige fosse ben fissata sopra al baule e portò il suo carrello di fronte alla barriera. Si sentiva perfettamente sicuro di sé; questo non era difficile come usare la Polvere Volante. Tutti e due i ragazzi si chinarono sull’impugnatura dei loro carrelli e si incamminarono verso la barriera, acquistando velocità. A pochi metri di distanza spiccarono una corsa e…

CRASH.

Entrambi i carrelli urtarono contro la barriera e rimbalzarono all’indietro.

Il secondo anno, Harry e i Weasley arrivano in ritardo alla stazione; Harry e Ron, rimasti ultimi, decidono di passare insieme attraverso la barriera ma vengono rimbalzati indietro e perderanno il treno (Dobby, all’inizio ti ho odiato davvero!), arrivando poi alla “saggia” decisione di usare la Ford Anglia volante per arrivare a scuola. Se all’inizio sono entusiasti per la loro avventura, a poco a poco cominciano a sentire la mancanza del viaggio in treno: vi capiamo, ragazzi!


Harry Potter e il prigioniero di Azkaban

Si udì un rumore stridente, e Harry vide la scura sagoma di Ron che puliva un pezzetto di finestrino e cercava di guardare fuori.
«C’è qualcosa che si muove laggiù» disse Ron. «Credo che qualcuno stia salendo…»

[…]

In piedi sulla soglia, illuminata dalle fiammelle danzanti nella mano di Lupin, c’era una figura ammantata che torreggiava fino al soffitto. Aveva il volto completamente nascosto dal cappuccio. Gli occhi di Harry sfrecciarono in basso, e quello che vide gli diede una stretta allo stomaco. Una mano spuntava dal mantello, ed era scintillante, grigiastra, viscida e rugosa, come una cosa morta rimasta troppo a lungo nell’acqua… Ma fu visibile solo per un attimo. Come se la creatura sotto il mantello avesse avvertito lo sguardo di Harry, la mano si ritrasse all’improvviso nelle pieghe nere della stoffa. Poi la cosa, quale che fosse, trasse un lungo, lento, incerto sospiro, come se cercasse di respirare qualcosa di più dell’aria. Un freddo intenso calò su di loro. Harry sentì il respiro mozzarsi nel petto. Il freddo penetrò fin sotto la pelle. Era dentro di lui, s’insinuava fino al cuore…
Gli occhi di Harry si rovesciarono. Non vedeva più niente. Annegava nel gelo. Senti un rumore come uno scroscio d’acqua, e poi fu trascinato verso il basso, e il rombo diventava più forte… E poi, da molto lontano, sentì urlare. Urla terribili, di orrore, di supplica. Chiunque fosse, Harry pensò di aiutarlo, ma non ci riuscì: una fitta nebbia biancastra aleggiava vorticando attorno a lui, dentro di lui…

Il terzo anno di Harry non inizia proprio benissimo, dopo la recente notizia della fuga di Sirius Black da Azkaban. Dopo aver giurato al signor Weasley di non andare in cerca Black, Harry racconta ciò che sa di Black a Ron e Hermione, perché sembra che Black stia cercando proprio Harry per ucciderlo, ma il viaggio viene interrotto da un Dissennatore che sale a bordo del treno in cerca di Sirius Black… Per fortuna, però, il professor Lupin si trovava nel loro stesso vagone!


Harry Potter e il Calice di Fuoco

L’Espresso di Hogwarts, un treno a vapore di un rosso lucente, era già là sputando nuvole di fumo, da cui i molti studenti di Hogwarts e i loro genitori sulla banchina emergevano come cupi fantasmi. Leo si fece più rumoroso che mai in risposta ai versi di molti gufi nella nebbia. Harry, Ron e Hermione andarono a prendere i posti, e ben presto sistemarono i bagagli in uno scompartimento a metà del treno. Poi saltarono giù di nuovo sulla banchina, per salutare la signora Weasley, Bill e Charlie.
«Può darsi che ci vedremo più presto di quel che pensate» disse Charlie con un gran sorriso mentre abbracciava Ginny.
«Perché?» chiese Fred molto incuriosito.
«Lo vedrete» disse Charlie. «Ma non dite a Percy che ve ne ho parlato… sono ‘informazioni riservate, almeno fino al momento in cui il Ministero non riterrà opportuno renderle note, dopotutto’» disse nel tono pomposo di Percy.
«Sì, vorrei tanto tornare a Hogwarts quest’anno» disse Bill, le mani in tasca, guardando il treno con aria quasi malinconica.
«Perché?» chiese George impaziente.
«Sarà un anno interessante per voi» disse Bill, con gli occhi che brillavano. «Potrei perfino prendermi una vacanza per venire a dare un’occhiata…»
«Un’occhiata a cosa?» chiese Ron.
Ma in quel momento il treno fischiò, e la signora Weasley li sospinse verso le porte.
«Grazie per averci ospitati, signora Weasley» disse Hermione, mentre salivano a bordo, chiudevano la porta e si sporgevano dal finestrino per gli ultimi saluti.
«Sì, grazie di tutto, signora Weasley» aggiunse Harry.
«Oh, è stato un piacere, cari» disse la signora Weasley. «Vi inviterei per Natale, ma… be’, suppongo che vorrete tutti restare a Hogwarts, visto che… insomma, fra una cosa e l’altra».
«Mamma!» disse Ron seccato. «Che cosa sapete voi tre che noi non sappiamo?»
«Lo scoprirete questa sera, immagino» disse la signora Weasley con un sorriso. «Sarà molto eccitante – badate, sono molto felice che le regole siano cambiate…»
«Quali regole?» chiesero Harry, Ron, Fred e George in coro.
«Sono sicura che il professor Silente ve lo dirà… ora, fate i bravi, d’accordo? D’accordo, Fred? E George?»
I pistoni sibilarono forte, e il treno prese a muoversi.
«Dicci che cosa succederà a Hogwarts!» urlò Fred spenzolandosi dal finestrino mentre la signora Weasley, Bill e Charlie si allontanavano a gran velocità. «Che regole sono cambiate?»
Ma la signora Weasley si limitò a sorridere e ad agitare la mano. Prima che il treno avesse voltato l’angolo, lei, Bill e Charlie si erano Smaterializzati.

Mentre Harry, Ron, Hermione e gli altri Weasley stanno per partire, Bill, Charlie e la signora Weasley incuriosiscono i ragazzi, assicurandogli che sarà un anno spettacolare ad Hogwarts: loro ancora non lo sanno, ma ci sarà il Torneo Tremaghi, un evento imperdibile! (Sì, ecco, considerato come va a finire, magari imperdibile non è proprio la parola esatta). Intanto, però, il nostro trio preferito non potrà non discutere durante il viaggio di quanto successo alla Coppa del Mondo di Quidditch e della comparsa del Marchio Nero e dei Mangiamorte…


Harry Potter e l’Ordine della Fenice

Ci vollero venti minuti per raggiungere King’s Cross piedi e durante quel tragitto non accadde niente di più movimentato di Sirius che spaventò a morte un paio di gatti per divertire Harry. Appena dentro la stazione essi si fermarono con fare casuale accanto alla barriera tra i binari nove e dieci fino a quando la pensilina non fu sgombra, quindi ognuno di loro si spinse contro la barriera a turno e si ritrovò con facilità sul binario nove e tre quarti, dove l’Espresso per Hogwarts continuava a sbuffare vapore fuligginoso sulla pensilina affollata di studenti in partenza e delle loro famiglie. Harry inspirò l’odore familiare e sentì il suo spirito prendere il volo… stava realmente per ritornare…

Dopo il ritorno di Voldemort, Harry è pieno di rabbia, anche nei confronti di Ron e Hermione che, per tutta l’estate, sono stati a Grimmauld Place, il quartier generale dell’Ordine della Fenice, a sua insaputa. Harry si sente più solo che mai, e l’unico in grado di capirlo veramente è Sirius, che, in veste di Felpato, decide di accompagnarlo insieme agli altri alla stazione di King’s Cross (inserire qui pianto disperato per questo bellissimo rapporto padrino/figlioccio e per la fine di questo libro…). Harry non vede l’ora di tornare a Hogwarts, che considera la sua vera casa, anche se sarà un anno molto difficile e pesante per lui; già dal viaggio in treno, inoltre, si sentirà ancor più solo e abbandonato perché Ron e Hermione, entrambi Prefetti, dovranno andare con gli altri Prefetti della scuola per avere più indicazioni riguardo il loro nuovo ruolo.


Harry Potter e il Principe Mezzosangue

Senza preavviso Malfoy aveva puntato la sua bacchetta contro verso Harry, paralizzandolo immediatamente. Malfoy rovesciò Harry dalla retina portabagagli, e Harry vide tutto questo come se fosse stato fatto al rallentatore, e cadde con un forte tonfo per terra, ai piedi di Malfoy, il suo Mantello dell’Invisibilità sotto di lui, e le sue gambe piegate come se fosse inginocchiato in un’angusta posizione. Non poteva muovere un solo muscolo; poteva solo fissare Malfoy che sorrideva.

[…]

«Ovviamente non hai sentito nulla di cui preoccuparsi, Potter. Ma visto che sei qui…»

E stampò un forte pugno sulla faccia di Harry. Harry era sicuro che il suo naso si fosse rotto; il sangue schizzò ovunque.

«Questo era per mio padre. Ora, vediamo…» Malfoy tirò fuori il mantello da sotto il corpo immobilizzato di Harry e glielo gettò sopra. «Non penso che ti troveranno finché il treno non sarà tornato a Londra», disse tranquillamente. «Ci si vede in giro, Potter… oppure no».

Anche il viaggio verso Hogwarts al suo sesto anno è molto movimentato per Harry. Dopo che Ron e Hermione vengono chiamati nel vagone dei Prefetti, Harry cerca Ginny per continuare il viaggio con lei, che però è con Dean; Harry prosegue quindi il viaggio con Luna e Neville, fino a quando il professor Lumacorno lo invita al suo LumaClub. Infine, armato del suo Mantello dell’Invisibilità, Harry decide di spiare Malfoy per capire se ciò che ha visto a Notturn Alley, l’iniziazione di Malfoy come Mangiamorte, era vero o no. Ma non va a finire molto bene…


Harry Potter e i Doni della Morte

«È tutto il giorno che ci penso. È partito quasi sei ore fa. Strano non esserci, eh?»
Harry si immaginò la locomotiva a vapore scintillare tra campi e colline, come lui e Ron l’avevano vista una volta dall’alto, un contorto bruco rosso acceso. Era certo che Ginny, Neville e Luna erano seduti nello stesso scompartimento, e forse si chiedevano dove fossero lui, Ron e Hermione, o discutevano la maniera migliore per sabotare il nuovo regime di Piton.

Il settimo anno Harry, Ron e Hermione non tornano a scuola per andare in cerca degli Horcrux e sconfiggere Voldemort. È il primo settembre più nostalgico e malinconico di tutti: si trovano a Grimmauld Place e il loro pensiero, vedendo i Mangiamorte fuori dalla casa che sperano di beccare Harry che torna a scuola, corre al viaggio in treno, sul quale tutti e tre vorrebbero essere. Perché insomma, chi non finisce per considerare Hogwarts casa propria?


Buon viaggio e buon ritorno a casa, maghi e streghe!

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