Recensione – “Bosco Bianco”, Diego Galdino

Bosco Bianco, Diego Galdino

Trama:

Nel suo testamento, la signora Chiara Pizzi lascia in eredità Bosco Bianco, una bellissima e storica tenuta affacciata sulla costiera amalfitana, a suo nipote Samuele Milleri, figlio di sua sorella, e alla signorina Maia Antonini, figlia della sua più cara amica d’infanzia. Si racconta che a Bosco Bianco sia nascosto il diario segreto del leggendario scrittore americano Albert Grant. Proprio per questo motivo Andrea Razzi, ricco uomo d’affari, con velleità politiche, vuole entrarne in possesso a qualsiasi costo, tanto da acquistare da Samuele Milleri la sua metà di Bosco Bianco appena ereditata, approfittando dei suoi gravi problemi finanziari, per poi obbligare Giorgio Betti, il suo migliore e fascinoso agente immobiliare, a fingersi il nipote della vecchia proprietaria per cercare di convincere Maia Antonini a vendergli la sua parte della tenuta, anche a costo di farla innamorare di lui. Ma vivere a Bosco Bianco, seppur per pochissimo tempo, può cambiare il destino delle persone. Lo sapeva bene lo scrittore americano Albert Grant, che aveva fatto dell’amore la sua ragione di vita perché, come scritto alla fine del suo libro più famoso… “Per perdersi non serve un posto, basta una persona”.

Anno di pubblicazione: 2019

Genere: Romanzo

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Recensione:

Diego Galdino torna con un nuovo romanzo, ma questa volta ha scelto di autopubblicarsi e credere nella magia del suo bellissimo Bosco Bianco. E secondo me, caro Diego, hai fatto centro anche questa volta, come sempre, scrivendo un romanzo che, fin dalle prime pagine, ti prende con sé e non ti lascia più.

Il centro di questa storia è Bosco Bianco, la bellissima tenuta privata che si trova tra Positano e Amalfi che la signora Pizzi, alla sua morte, lascia in eredità a suo nipote e alla figlia della sua migliore amica, Samuele e Maia. Lo spietato imprenditore Andrea Razzi, una volta acquistata metà della proprietà da un disperato Samuele, ingaggia il suo miglior agente immobiliare, l’affascinante Giorgio Betti, affinché convinca Maia a vendere anche la sua metà di Bosco Bianco. Giorgio, d’altra parte, è un uomo di sani principi, ma si vede costretto e minacciato a partire per Santa Maria, la cittadina in cui si trova la tenuta, conoscere Maia e convincerla ad ogni costo e con ogni mezzo, anche se meschino. Razzi, però, non ha considerato che Bosco Bianco è un luogo un po’ magico, in grado di cambiare il corso delle cose in pochi giorni.

La storia è davvero coinvolgente e la lettura procede in modo anche fin troppo scorrevole: l’unico difetto di questa storia, infatti, è che si arriva all’ultima pagina prestissimo e ci si ritrova a sperare che dopo quella ce ne siano ancora tante da leggere e sfogliare.

Bosco Bianco mi ha rapito il cuore: una storia che, in qualche modo, sembra un po’ una favola e che quindi fa sognare, anche grazie alle bellissime descrizioni e ambientazioni. La costiera amalfitana è da sempre considerata una delle meraviglie più belle dell’Italia, e qui viene impreziosita proprio dalla meravigliosa tenuta di Bosco Bianco. Mi sono persa anche io tra le sue numerose stanze, esplorandole insieme a Maia e Giorgio, e mi sono fermata con loro nel gazebo in giardino e ad ammirare il mare dalla veranda.

Mi sono piaciuti molto anche i personaggi della storia. Giorgio è un uomo con un passato sicuramente non semplice, che lo ha portato a compiere scelte a volte sbagliate, ma che dimostra di non essere disposto a rinunciare a ciò in cui crede davvero, ai suoi valori e ai suoi affetti, rappresentati dalle sue figlie, le persone per lui più importanti e che non vorrebbe mai deludere. Maia, invece, è una donna che fa della sua disarmante semplicità il suo punto di forza. Anche lei ha un passato tormentato, doloroso, che non è facile dimenticare, ma è grande la sua voglia di vivere e di innamorarsi ancora.

Infine, Diego Galdino inserisce una storia nella storia: fin dall’inizio si parla di un diario nascosto a Bosco Bianco, scritto dallo stimatissimo scrittore americano Albert Grant quando, anni prima, trascorse un intero mese nella villa. Una trama che ho trovato affascinante e struggente, che rievoca tempi passati in un modo davvero originale.

Bosco Bianco è un romanzo che, se avete amato gli altri libri di Diego Galdino, non potete assolutamente perdervi; e se non li avete ancora letti, questo vi farà sicuramente sognare; e se cercate una storia d’amore, qui non potete sbagliarvi: qui vivrete una favola, ma nel mondo reale.

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