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Recensione – “Cime tempestose”, Emily Brontë

Cime tempestose, Emily Brontë

Trama:

Per Heathcliff e Catherine la gioia più grande è fuggire nella brughiera e restarci tutto il giorno. Sono spiriti liberi, selvaggi, ribelli. A loro non importa delle convenzioni sociali, di cosa pensano gli altri nel vedere insieme lui, semplice stalliere, e lei, ragazza di buona famiglia. Si piacciono, si amano. Almeno fino a quando non entra in scena Edgar: bello, ricco e raffinato. È così che il cuore di Catherine si spacca: da un lato la passione divorante per Heathcliff, sua anima gemella; dall’altro l’attrazione per Edgar e le lusinghe di una vita aristocratica. Una storia senza tempo, il racconto di un amore tormentato e di un legame fortissimo, indistruttibile, così potente da sconfiggere la morte.

Anno di pubblicazione: (1847)

Genere: Classico

Casa editrice: Giunti

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Recensione:

Nonostante io ami le lingue e la letteratura inglese e tedesca, non ho mai avuto un bel rapporto con la lettura dei classici: odiavo quando me ne veniva imposta la lettura a scuola, perché volevo sentirmi libera di leggerli, non costretta, e con il tempo ho sviluppato un po’ un’avversione nei confronti di questo genere. Negli ultimi mesi, riprendendo lo studio della letteratura, mi è venuta invece voglia di leggere di nuovo qualche classico e ho optato per Cime tempestose per riavvicinarmi al genere, unico romanzo nato dalla penna di Emily Brontë.

La storia, ambientata nelle campagne dello Yorkshire alla fine del Settecento, racconta il rapporto di odio e amore tra la famiglia Earnshaw e la famiglia Linton, le cui vicende si intrecciano a causa dei protagonisti Heathcliff e Catherine. La storia viene narrata a posteriori dalla signora Dean, la governante di Wuthering Heights (Cime tempestose) al signor Lockwood, affittuario dell’antica tenuta dei Linton, Thrushcross Grange. Heathcliff è un orfano che il signor Earnshaw decide di portare con sé nella propria dimora a Wuthering Heights, dove il ragazzo potrà crescere insieme ai suoi figli Hindley e Catherine Earnshaw. Proprio tra quest’ultima e Heathcliff si instaura un rapporto molto affiatato, profondo, puro: i due sono indivisibili e spesso fuggono per starsene tutto il giorno nella brughiera, insieme, liberi e selvaggi. A Catherine, infatti, non interessa sposarsi con qualcuno del suo rango, non le importano le convenzioni sociali; tutto ciò che le importa è Heathcliff. Quando però i ragazzi di Wuthering Heights conoscono i vicini Linton di Thrushscross Grange, qualcosa cambia: il giovane Edgar Linton, infatti, si dimostra interessato alla bella e impertinente Catherine, la quale si ritrova divisa in due, tra l’amore e la libertà che rappresentano per lei Heathcliff, e una vita di agi, ricchezze e cultura rappresentata invece da Edgar Linton.

La storia si sviluppa da qui in una serie di vicende, odi, amori, passioni e tormenti che si intrecciano tra di loro nella maniera più contorta e inaspettata. Cime tempestose è un romanzo che racconta di come l’amore possa rivelarsi in due facce diverse della stessa medaglia: l’amore che genera ancora più amore, puro e protettivo, e l’amore che genera invece odio e vendetta, che sfociano nel tormento e nella follia. Una trama ben costruita e non sempre semplice da seguire, con risvolti a volte inaspettati e a volte prevedibili, ma che non rendono la storia meno appassionante o affascinante.

Il personaggio di Heathcliff è sicuramente il più complesso della storia, il vero protagonista. Un eroe maledetto, l’eroe che non ha in realtà nulla dell’eroe: Heathcliff è un trovatello, è impertinente, scontroso, opportunista, vendicativo, violento, folle; è pericoloso. Nonostante molte sue scelte e azioni siano discutibili, i suoi comportamenti derivano però da un profondo tormento causato dai suoi sentimenti per Catherine Earnshaw, dall’amore folle e selvaggio che prova per la ragazza. Spesso ci si ritrova ad odiare il personaggio di Heathcliff, proprio perché non sempre un protagonista convenzionale e comprensibile, ma è proprio questa l’idea dell’autrice: Heathcliff è un personaggio controverso e discusso proprio per questo, e il lettore fino alla fine non riesce sempre a comprenderlo e ad accettare le sue scelte fino in fondo. Il personaggio che però più ho amato è la giovane Cathy, figlia di Catherine: ribelle, fiera, indipendente, uno spirito libero al pari di sua madre.

Il tema principale è quindi l’amore, nelle sue diverse forme narrate, ma un aspetto che ho apprezzato particolarmente del romanzo è sicuramente l’ambientazione, che rispecchia le principali caratteristiche della letteratura romantica e gotica. Wuthering Heighs è immersa nella campagna ed è circondata dalle brughiere, in cui è pericoloso perdersi. La prima scena del romanzo, inoltre, si apre proprio nella tenuta il cui nome di “Cime tempestose” non può che esserne descrittivo: una notte di tormenta di neve che costringe il giovane signor Lockwood a fermarsi a Wuthering Heights, dove non riceve però una calda accoglienza. La tenuta, e il nome che le appartiene, è un teatro perfetto per le vicende tormentate che si raccontano. E non mancano elementi soprannaturali, come fantasmi ed eventi inspiegabili, che arricchiscono la storia di suspence.

Una lettura nel complesso piacevole e sicuramente diversa, evocativa di un passato, di una società legata a regole, convenzioni; la storia di un amore che, forse, potrebbe vincere anche la morte.

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