Recensione – “Colazione da Darcy”, Ali McNamara

Colazione da Darcy, Ali McNamara

Trama:

Quando Darcy McCall perde l’adorata zia Molly, l’ultima cosa che si aspetta è di ricevere in eredità un’isoletta in mezzo al mare. Secondo le ultime volontà della donna, però, per entrarne in possesso, Darcy dovrà trascorrere almeno dodici mesi sull’isola di Tara, al largo delle coste occidentali dell’Irlanda. Una bella sfida, non c’è che dire, per una come lei, abituata alla frenetica vita londinese. Ma forse un cambiamento è proprio ciò di cui Darcy ha bisogno, così, senza quasi rendersene conto, da un giorno all’altro si ritrova a dover dire addio alle amate scarpe con il tacco per indossare un paio di orribili stivali. Adattarsi alla spartana vita dell’isola sarà un’impresa tutt’altro che facile, ma nel ristorantino appena aperto, tra una tazza di tè e i biscotti fatti in casa, Darcy scoprirà che l’isola ha molto da offrire… E dopo le difficoltà iniziali, il calore e l’affetto della piccola comunità di Tara finiranno per conquistare anche la mondana Darcy. Nuovi amici e forse un nuovo amore l’attendono dietro l’angolo: chi, tra l’affascinante Conor e il testardo Dermot, saprà far battere il suo cuore?

Anno di pubblicazione: 2011 (2012 in Italia)

Genere: Romanzo rosa

Casa editrice: Newton Compton

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Recensione:

Ho comprato questo libro al mercatino dell’usato qualche anno fa, perché adoro la scrittrice Ali McNamara (qui trovate le mie recensioni di altri suoi libri che ho letto). Non chiedetemi perché, non lo so neanche io, ho aspettato tanto a leggerlo: credo che esista sempre un libro giusto al momento giusto, e aspettare ne è valsa assolutamente la pena, in questo caso. Ho amato Colazione da Darcy dalla prima all’ultima pagina.

Darcy è la tipica ragazza londinese che ha una passione sfrenata per la moda e lo shopping, nei quali spende sempre la maggior del suo stipendio, che guadagna, ovviamente, lavorando per una rivista di moda. Così, quando la sua amata zia Molly muore e le lascia in eredità un’isola, Darcy rimane a dir poco allibita. Cosa potrebbe mai farsene lei di un’isola? Ma non è tutto: per poter ricevere in eredità l’intero patrimonio, la zia Molly ha posto delle condizioni ben precise: Darcy dovrà creare una vera e propria comunità sull’isola di Tara, nella quale lei stessa dovrà vivere e occuparsi che tutto funzioni e proceda per il verso giusto. Insomma, di male in peggio: vivere un anno su un’isoletta sperduta nel mare d’Irlanda? Darcy è inizialmente disperata alla sola idea, ma pian piano si convince che, in fondo, passare un anno su in’isola non sarà poi così male. Soprattutto dopo che, insieme al suo avvocato Niall e a Dermot, il costruttore che dovrà seguire gli eventuali lavori che saranno necessari, Darcy visita l’isola di Tara e se ne innamora. Dopo diversi (e combattuti) provini, i tre riusciranno a mettere insieme una piccola comunità di persone che vivranno a Tara per un anno.

La storia è bellissima e coinvolgente, scritta in modo scorrevole, al punto che il libro si legge davvero velocemente. L’ambientazione è a dir poco meravigliosa, sono rimasta affascinata da quest’isoletta in mezzo al mare e mi sono innamorata anche io come Darcy, pian piano, della vita della comunità sull’isola di Tara: lunghe passeggiate immerse nella natura, tra spiaggia e entroterra, piccoli negozi locali che diventano familiari, il pub, la costruzione del villaggio, e tutto il resto. Quasi quasi viene voglia di mollare tutto e partire all’avventura come ha fatto Darcy!

Oltre all’ambientazione, mi sono piaciuti tanto anche i personaggi. Darcy è una protagonista decisamente all’altezza della storia: il suo cambiamento è graduale ma evidente, e pian piano riscopre se stessa e i valori in cui ha sempre creduto. Fin dall’inizio l’ho trovata simpatica e forte, più di quanto lei stessa credesse di esserlo. Mi è piaciuto il modo in cui ha saputo gestire la vita sull’isola, a suo modo, con le sue idee, con l’aiuto di Niall e Dermot. E proprio quest’ultimo è la mia nuova cotta letteraria: una sorta di cowboy irlandese, un uomo un po’ scontroso e brusco, silenzioso e riservato, ma alle volte molto schietto. Dermot ha una sensibilità molto profonda, oltre che un senso dell’umorismo spiccato; è un uomo determinato, che si pone obiettivi e li porta a termine, che ama lavorare, che è sempre disponibile ad aiutare gli altri. Nonostante Darcy rimanga affascinata dal bel Conor, tra i due non ho mai avuto dubbi su chi fosse il mio preferito. Anche gli altri personaggi mi sono entrati nel cuore: Roxi con la sua esuberante ma in fondo dolce follia; Niall e Paddy e la loro riscoperta di se stessi; Eamon e la sua infinita saggezza; la piccola Megan, molto matura per la sua giovane età.

Infine, una nota di merito per tutte le leggende che affondano le radici nel folklore e nella tradizione dell’Irlanda, dai simboli celtici ai reperti d’antiquariato, dalle tipiche decorazioni irlandesi ai pub di Dublino: tutti aspetti davvero belli e interessanti, ben inseriti nella storia.

Colazione da Darcy è una lettura appassionante, accessibile a tutti coloro che desiderano partire per riscoprire se stessi, agli amanti del folklore irlandese e delle isole sperdute in mezzo al mare, di antiche leggende e storie d’amore. Una storia che rimarrà nel mio cuore e che consiglio davvero a tutti.

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