Recensione – “Flawed. Il momento della scelta”, Cecelia Ahern

Flawed. Il momento della scelta, Cecelia Ahern

Trama:

Celestine è in fuga. Fino a poche settimane fa era una delle ragazze più in vista della città: aveva una famiglia che la amava, un fidanzato meraviglioso e un destino invidiabile. Ora la sua esistenza si è trasformata in un interminabile incubo. La sua vita dorata non esiste più. Celestine è finita in cima alla lista dei ricercati della Gilda. È il nemico Numero Uno. Lei infatti è l’unica a possedere le prove che potrebbero distruggere per sempre il sistema che stabilisce chi è perfetto e chi Fallato. Chi merita un futuro e chi no. Perfino il giudice Crevan, capo del tribunale che l’ha condannata, è al suo inseguimento. L’uomo crede di poter facilmente mettere alle strette una come Celestine, una ragazza che ha perso tutto: famiglia, fidanzato, amici. Ma si sbaglia. Il tenebroso Carrick non l’ha abbandonata e anzi è più determinato che mai a sostenerla, qualunque sia la scelta di Celestine. Perché adesso a decidere sarà lei. Scappare e mettersi in salvo, o rischiare tutto, tornare nella tana del leone e demolire il sistema dall’interno?

Anno di pubblicazione: 2017 (2018 in Italia)

Genere: Distopico

Casa editrice: DeA Planeta

Serie: Flawed #2

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Recensione:

ATTENZIONE – Spoiler se non avete letto il primo volume!

Flawed. Il momento della scelta è il secondo e ultimo volume della duologia distopica di Cecelia Ahern, dal titolo Flawed (qui trovate la recensione del primo libro). Il tema principale della storia è la perfezione morale: è possibile vivere una vita moralmente perfetta? Questa è la domanda principale che è stata posta nel primo libro, mentre nel secondo vengono mostrati i punti di debolezza di una società fondata su tale principio.

Ritroviamo Celestine pochi giorni dopo quanto accaduto alla fine di Flawed. Gli imperfetti, quando era stata costretta a fuggire da casa sua per salvarsi dal giudice Crevan. Il giudice, infatti, la sta cercando per un motivo ben preciso: Celestine ha il video che mostra che la ragazza non ha solo cinque marchi, ma sei, quest’ultimo eseguito da Crevan in persona e senza anestesia. Ciò potrebbe portare alla distruzione della Gilda, l’istituzione guidata da Crevan, e dei valori in cui crede e su cui ha costruito la società, cioè quelli di una società perfetta ogni oltre limite, in cui alle persone non è concesso commettere errori, pena i marchi che indicano che una persona è Fallata.

Mi è piaciuto molto il ritmo serrato della storia, che si svolge in pochissimo tempo, addirittura nell’arco di pochi giorni nel caso del secondo libro. Gli eventi che si susseguono sono tantissimi, e le carte in tavola vengono continuamente rimescolate dalle diverse persone in gioco e dalle azioni, o meglio, dalle scelte che esse compiono. Non si sa mai di chi ci si può fidare davvero, e le continue rivelazioni e i colpi di scena non fanno che aumentare il senso di smarrimento non solo di Celestine, ma anche del lettore, che è portato a dubitare di chiunque.

Proprio per questo motivo, però, Celestine qui è protagonista di una grande crescita interiore; se nel primo libro si sentiva confusa, dopo che tutto ciò in cui credeva era andato in fumo, qui Celestine è una vera guerriera. Non è più disposta ad accettare ciò che le viene imposto, ma lotta per ciò che è giusto, e lo fa sempre mettendo il suo buon cuore al primo posto, non trascurando la sua famiglia e le persone che ama. E lungo il suo cammino, Celestine imparerà a fare dei suoi difetti e delle sue debolezze i suoi punti di forza. Inoltre, in questo secondo libro finalmente conosciamo di più anche il tenebroso e misterioso Carrick, un personaggio davvero interessante e che ho adorato, nonostante la voglia di prenderlo a schiaffi in alcuni punti del libro. Sì, il ragazzo è un po’ permaloso e si infuria facilmente, ha i suoi segreti, ma, come dice lui stesso, la sua ispirazione è sempre stata Celestine e il legame che li lega è più profondo di qualsiasi altro.

Flawed. Il momento della scelta tratta temi che sembrano astratti, ma che in realtà ci toccano profondamente. Nel libro è ben chiaro in che modo la pretesa di basare la società sul principio della perfezione morale può distruggere le persone, e i riferimenti alla realtà sono agghiaccianti e ben delineati, a dimostrare quanto sia facile, ogni giorno, ricadere negli errori del passato.

Nel complesso, quindi, una storia ben costruita e dal finale ad effetto, ma comunque non fine a se stessa, perché offre interessanti spunti di riflessione e dimostra come spesso il bene e il male, la ragione e il torto, finiscano per ritrovarsi intrecciati l’uno all’altro. Perché, in fondo, nessuno di noi è perfetto, ed è questo a renderci umani.

Una storia che consiglio a chiunque ami la letteratura distopica, Cecelia Ahern, i libri che fanno riflettere. 

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