Recensione – “La ragazza nella nebbia”, Donato Carrisi

La ragazza nella nebbia, Donato Carrisi

Trama:

La notte in cui tutto cambia per sempre è una notte di ghiaccio e nebbia ad Avechot. Forse è stata proprio colpa della nebbia se l’auto dell’agente speciale Vogel è finita in un fosso. Vogel è illeso, ma sotto shock. Non ricorda perché è lì e come ci è arrivato. Eppure una cosa è certa: l’agente speciale Vogel dovrebbe trovarsi da tutt’altra parte, lontano da Avechot. Infatti, sono ormai passati due mesi da quando una ragazzina del paese è scomparsa nella nebbia. Due mesi da quando Vogel si è occupato di quello che, da semplice caso di allontanamento volontario, si è trasformato prima in un caso di rapimento e, da lì, in un colossale caso mediatico. Perché è questa la specialità di Vogel. Non gli interessa nulla del dna, non sa che farsene dei rilevamenti della scientifica, però in una cosa è insuperabile: manovrare i media. Attirare le telecamere, conquistare le prime pagine. Santificare la vittima e, alla fine, scovare il mostro e sbatterlo in galera. Questo è il suo gioco, e questa è la sua «firma». Perché ci vuole uno come lui, privo di scrupoli, sicuro dei propri metodi, per far sì che un crimine riceva ciò che realmente gli spetta: non tanto una soluzione, quanto un’audience. Sono passati due mesi da tutto questo, e l’agente speciale Vogel dovrebbe essere lontano, ormai, da quelle montagne inospitali. Ma allora, cosa ci fa ancora lì? Perché quell’incidente? Ma soprattutto, visto che è illeso, a chi appartiene il sangue che ha sui vestiti?

Anno di pubblicazione: 2015

Genere: Thriller

Casa editrice: TEA

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Recensione:

Essendo questo il mio terzo libro di Carrisi, dovrei sapere ormai che si tratta di uno scrittore geniale e che sa sempre stupire il lettore, ma alla fine riesco sempre ad essere ancora più stupita di quanto mi aspettassi e ho la conferma che l’autore è davvero un maestro del suo genere.

La ragazza nella nebbia è un thriller particolare, perché, in modo estremamente attuale, mostra l’effetto mediatico che i crimini hanno sulle persone, grazie all’influenza dei mass media. Infatti, quando Anna Lou, una ragazzina di sedici anni, scompare nel nulla, l’agente speciale della polizia Vogel vede l’ennesimo caso adatto a lui. Anna Lou è scomparsa poco dopo essere uscita da casa sua, e non ci sono tracce. Un evento del genere in un piccolo paesino sperduto tra le montagne, Avechot, la cui comunità è fortemente religiosa e diffidente nei confronti degli stranieri, è un vero scandalo: tutti si conoscono, chi potrebbe mai aver compiuto un atto simile nei confronti di una ragazzina che sembra non avere difetti?

Così, l’agente speciale Vogel, un uomo per lo più solitario, dedito alla cura del proprio aspetto, superbo e sicuro di sé, indaga sulla scomparsa di Anna Lou. Il metodo di Vogel è, comunque sia, affascinante: sfruttare l’effetto che i mass media possono avere sul pubblico e su un probabile rapitore è sicuramente interessante da seguire. Giornalisti, freelance, cameraman dei più importanti telegiornali e testate giornalistiche arrivano nel piccolo paesino per seguire le vicende dal caso, per arrivare alla fine, secondo i piani di Vogel, allo smascheramento del mostro.

La storia si basa quindi sulla psicologia e la manipolazione, temi che emergono costantemente durante la lettura, affiancati ovviamente dal coinvolgimento dei media. Inoltre, fino alla fine rimangono dubbi su cosa sia successo veramente e non è possibile fidarsi di nessuno dei protagonisti e dei vari personaggi, che sembrano nascondere tutti dei segreti. Anzi, leggendo ho avuto la sensazione che ognuno dei personaggi fosse, a modo suo, folle, ovviamente chi più, chi meno.

Le vicende vengono raccontate in flashback, a cui si alterna ogni tanto il presente: la storia si lascia leggere davvero velocemente, perché la curiosità è tanta e alcuni dettagli portano sempre a riconsiderare le proprie ipotesi riguardo la verità.

Ho trovato poi l’ambientazione davvero particolare e adatta a questa storia: un piccolo paesino di montagna abitata da una comunità molto religiosa, con regole precise: il contrasto tra bene e male è ben chiaro, nonostante sia chiaro che il confine tra questi due aspetti è davvero molto sottile, non ben definito.

Il finale è a effetto e sconvolgente, ma verosimile e comunque adatto alla storia. Consiglio la lettura di La ragazza nella nebbia a tutti gli amanti del thriller e a chi cerca una lettura particolare sull’effetto dei mass media sul pubblico e sulla manipolazione delle persone.

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