Recensione – “La tua seconda vita comincia quando capisci di averne una sola”, Raphaëlle Giordano

La tua seconda vita comincia quando capisci di averne una sola, Raphaëlle Giordano

Trama:

Ci sono giornate in cui tutto va storto. È così per Camille, quando sotto un incredibile diluvio si trova con l’auto in panne e senza la possibilità di chiamare nessuno. Tutte le sfortune del mondo sembrano concentrarsi su di lei. Ma Camille non sa che quello è il giorno che cambierà il suo destino per sempre. Un uomo le offre il suo aiuto. Si chiama Claude, e si presenta come un «ambasciatore della felicità». Le dice che lui è in grado di dare una svolta alla vita delle persone. Camille sulle prime non dà peso alle sue parole. Eppure, riscoprire la bellezza delle piccole cose renderebbe tutto più facile: l’aiuterebbe ad andare di nuovo d’accordo con il figlio ribelle e a ritrovare la sintonia di un tempo con il marito. Così decide di ricontattare Claude e di seguire le sue indicazioni. Per liberarsi delle caratteristiche negative c’è ogni giorno un semplice esercizio da compiere, un piccolo passo alla volta: ripercorrere le sensazioni di un momento felice, guardarsi allo specchio e farsi dei complimenti, contare tutte le volte che ci si lamenta durante la giornata. A volte basta solo ringraziare per quello che di buono accade, dal profumo del caffè la mattina a una realizzazione personale. Camille comincia a mettere in pratica questi consigli, e intorno e dentro di lei qualcosa succede. Con il sorriso sulle labbra, non è più così difficile parlare con suo figlio e riscoprire con suo marito i motivi per cui si erano scelti. Ma c’è una cosa ancora più importante che Camille ha imparato. Non c’è felicità se non la si divide con qualcuno. Questo è davvero l’ultimo tassello per fare di ogni giorno un giorno speciale, di ogni istante un istante da ricordare.

Anno di pubblicazione: 2015 (2017 in Italia)

Genere: Romanzo

Casa editrice: Garzanti (grazie per la copia)

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Recensione:

Come si evince già dalla trama stessa del romanzo, quella di Camille è una storia dai tratti fortemente introspettivi, psicologici e filosofici.

Camille è soddisfatta della sua vita: ha un lavoro fisso, ha un marito che ama e che la ama a sua volta e un figlio meraviglioso. Insomma, è felice. O almeno è quello che crede, quello che ogni giorno racconta a se stessa. Fin quando una sera, quando si ritrova da sola e con l’auto in panne, il mondo le crolla addosso e si accorge che in realtà nella sua vita non è tutto come vorrebbe. Ad aiutarla ci sarà Claude, che le rivela di essere un abitudinologo. Claude spiega a Camille che, come molte altre persone al mondo, lei soffre di abitudinite: si è semplicemente accontentata della vita che vive, mettendo da parte i suoi sogni, senza avere particolari pretese, mettendo da parte persino se stessa. E lui può aiutarla proprio a ritrovarsi e ad essere davvero felice.

Nonostante lo scetticismo iniziale, Camille inizia un percorso, guidata da Claude, che dovrebbe aiutarla a rimettere in sesto la sua vita. E il lettore si sente un po’ anche lui un “paziente” di Claude, scoprendo che dare valore alle piccole cose, ma soprattutto dare valore a se stessi, è una delle chiavi che portano alla felicità.

Il romanzo spiega dunque le diverse tappe di questo percorso di rinascita di Camille, che non sarà assolutamente facile e la donna incontrerà ostacoli sul suo cammino, per diversi motivi. Spesso si chiederà se non sia il caso di mollare tutto, di lasciarsi alle spalle Claude e la sua abitudinologia, di lasciarsi alle spalle se stessa. Quanto si è disposti a rischiare per la felicità, la serenità, la sincerità?

Un romanzo psicologico ed emozionante, in grado di far riflettere il lettore sulla propria vita e la propria felicità, sui propri sogni e sulle proprie rinunce. Consiglio La tua seconda vita comincia quando capisci di averne una sola a tutti coloro che desiderano riscoprire se stessi e la propria felicità.

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