Recensione – “Per dieci minuti”, Chiara Gamberale

Per dieci minuti, Chiara Gamberale

Trama:

Dieci minuti al giorno. Tutti i giorni. Per un mese. Dieci minuti per fare una cosa nuova, mai fatta prima. Dieci minuti fuori dai soliti schemi. Per smettere di avere paura. E tornare a vivere. Tutto quello con cui Chiara era abituata a identificare la sua vita non esiste più. Perché, a volte, capita. Capita che il tuo compagno di sempre ti abbandoni. Che tu debba lasciare la casa in cui sei cresciuto. Che il tuo lavoro venga affidato a un altro. Che cosa si fa, allora? Rudolf Steiner non ha dubbi: si gioca. Chiara non ha niente da perdere, e ci prova. Per un mese intero, ogni giorno, per almeno dieci minuti, decide di fare una cosa nuova, mai fatta prima. Lei, che è incapace anche solo di avvicinarsi ai fornelli, cucina dei pancake, cammina di spalle per la città, balla l’hip-hop, ascolta i problemi di sua madre, consegna il cellulare a uno sconosciuto. Di dieci minuti in dieci minuti, arriva così ad accogliere realtà che non avrebbe mai immaginato e che la porteranno a scelte sorprendenti. Da cui ricominciare.

Anno di pubblicazione: 2013

Genere: Narrativa

Casa editrice: Feltrinelli

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Recensione:

Prima di Per dieci minuti non avevo mai letto nulla di Chiara Gamberale; questo libro, però, mi ha incuriosita per la trama, che in effetti ho apprezzato, insieme ad altri aspetti che invece mi sono piaciuti di meno.

La protagonista della storia è Chiara, una donna di trentacinque anni che, improvvisamente, perde tutte le sue certezze: infatti, suo marito la abbandona con una telefonata, lasciandola nella casa che, insieme, avevano affittato a Roma in attesa di tornare nel suo paesino di provincia. Come se non bastasse, il giornale per cui curava una rubrica settimanale decide di tagliare la sua rubrica e affidarla a qualcun altro. Insomma, da un giorno all’altro, Chiara perde tutti i suoi punti di riferimento e arriva a toccare il fondo. La sua psicologa, però, le suggerisce un gioco interessante: per dieci minuti al giorno, ogni giorno, per un mese, Chiara deve provare a fare una cosa nuova, che non ha mai fatto prima. Nonostante all’inizio sia un po’ scettica, Chiara decide di provare e a poco a poco, cambierà prospettiva: su di sé, sulla sua vita, sulle sue scelte, sulle persone che le stanno attorno.

Per dieci minuti è una sorta di diario che racconta proprio le esperienze che derivano da questo gioco dei dieci minuti. Un gioco che ho trovato davvero bello e motivante: provare cose nuove, anche piccole, come fa Chiara, può regalarci davvero un’altra prospettiva, un nuovo punto di vista da cui considerare noi stessi e la nostra vita; potremmo scoprire un coraggio e una forza che non pensavamo di avere, magari un talento o una passione nascosta; così come potremmo scoprire che determinate cose invece non fanno assolutamente per noi.

Si tratta di un libro fortemente introspettivo, che pone l’accento sull’aspetto psicologico della protagonista, sul suo mondo interiore, sulle sue riflessioni. Il modo in cui affronta questa nuova esperienza è ciò che conta, il modo in cui, pian piano, riesce a conoscersi meglio e a costruire una nuova se stessa che, forse, in realtà, era sempre stata dentro di lei.

Ci sono, però, degli aspetti che ho apprezzato di meno. Nonostante la trama e l’idea dei dieci minuti mi piacessero molto, ho trovato lo stile dell’autrice, per gusto personale, un po’ enigmatico, camaleontico, come se avesse qualcosa di troppo riflessivo e psicologico e poco del linguaggio spontaneo, normale, comune. Per questo motivo, non ho trovato molto semplice leggere il libro, nonostante la curiosità che la trama mi ha trasmesso.

Riguardo la trama, infine, mi sono piaciuti molto due personaggi in particolare, molto più di Chiara che, in alcuni punti, ho trovato difficile da comprendere: Ato, un ragazzo di diciannove anni che vive alla Città dei Ragazzi, una comunità per ragazzi in difficoltà; e Gianpietro, il migliore amico di Chiara, sempre pronto a strapparle una risata nonostante abbia lui stesso un passato tormentato.

Consiglio Per dieci minuti a chi piace il genere narrativo-psicologico, che offre spunti di riflessione su di sé e sulla propria vita.

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