Recensione – “Perché ci hai messo così tanto”, Martina Ricciardiello

Perché ci hai messo così tanto, Martina Ricciardiello

Trama:

Esmeralda ha 21 anni quando, il 14 agosto 2008, prende un volo per Stoccolma che le cambia la vita per sempre. A distanza di 11 anni, si prepara per assistere alla celebrazione di un matrimonio che fa riaffiorare i ricordi della sua magica esperienza Erasmus. Un romanzo che parla di spensieratezza e d’avventura, ma anche della crescita della protagonista che mette in gioco se stessa e si prepara all’ingresso nell’età adulta.

Anno di pubblicazione: 2019

Genere: Romanzo

Casa editrice: Blink Edizioni

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Recensione:

Perché ci hai messo così tanto è un romanzo che nasce da una bellissima esperienza: un Erasmus, esperienza tanto unica quanto emozionante, nella fredda ma accogliente Svezia. È proprio così che inizia la storia di Esmeralda, Esme per gli amici: a 21 anni decide di lanciarsi in quest’avventura e partire da sola alla volta della Svezia, dove resterà per un anno a vivere una straordinaria esperienza che le cambierà completamente la vita.

La storia segue quindi le vicende di Esme e dei suoi nuovi amici, in particolare Irida, Simo e Giusè. Tra escursioni e crociere, feste universitarie, nuove amicizie e nuovi amori, l’anno in Svezia trascorrerà anche troppo in fretta, lasciandole la sensazione di aver vissuto qualcosa di unico e speciale che porterà sempre con sé. La storia, inoltre, gioca anche sul contrasto tra passato e presente; se il passato racconta appunto le vicende di Esme in Svezia, il presente, in cui è madre e moglie, la porta a veder riaffiorare tutti i suoi ricordi grazie all’invito ad un matrimonio legato proprio a quell’esperienza.

Oltre alla storia in sé, che mi è piaciuta molto, ho però apprezzato due aspetti del libro in particolare: l’Erasmus e la Svezia.

L’esperienza Erasmus, attraverso la quale è possibile studiare all’estero tramite la propria università per un certo periodo di tempo, è un’esperienza meravigliosa, ma ciò non vuol dire che sia semplice. L’autrice riesce a descrivere in modo autentico ogni aspetto dell’Erasmus, che deve essere vissuto appieno: il dover partire da soli e doversela cavare comunque da soli; incontrare nuovi amici, nuove persone di lingue e culture diverse dalla propria; frequentare lezioni e dare esami in lingua, in un’altra università, lontano da casa; vivere con altre persone, ognuno con le sue abitudini, ma sempre pronti alla condivisione; convivere con nuove relazioni, sentimenti che nascono, esperienze da vivere; esplorare e vivere appieno la vita di un paese straniero che offre agli studenti divertimento e intrattenimento; e chi più ne ha, più ne metta. Insomma, questo romanzo è stato capace di farmi rimpiangere di non aver fatto un Erasmus 😀 e sono sicura che, per chi lo ha vissuto e leggerà questo libro, farà riemergere piacevoli ricordi.

L’altro aspetto, ovviamente legato al precedente, è stata la Svezia: ambientazione decisamente stupenda e che non vedo l’ora di visitare. È stato interessante scoprire le abitudini degli studenti in Svezia, tra korridor parties e feste nei locali, ma è stato altrettanto affascinante, attraverso le esperienze di Esme, esplorare questo Paese magico. Non so dirvi cosa mi sia piaciuto di più, se il viaggio dei ragazzi al Circolo Polare Artico o la crociera… O forse, il fatto che Linköping, la città in cui si trova Esme, sia piena di foreste da attraversare, a piedi o in bicicletta, con la neve o con il sole (più o meno). Che Paese meraviglioso!

Infine, mi sono piaciuti molto anche i personaggi. Oltre a Esme, che ho trovato una protagonista simpatica in cui immedesimarmi, non ho potuto fare a meno di affezionarmi anche a Giusè, Simo e Irida. In particolare, gli ultimi due mi hanno fatto ridere e divertire tantissimo: l’allegria che emanano è davvero contagiosa!

Mi sento di consigliare Perché ci hai messo così tanto a tutti i lettori, e soprattutto a chi ama viaggiare, con tutto ciò che l’esperienza del viaggio comporta!

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