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Recensione – “Il Sigillo di Sarca”, Simona Cremonini

Il Sigillo di Sarca, Simona Cremonini

Trama:

Tra Sirmione e Manerba, 54 a.C. La sirmionese Quinzia ama il ricco poeta Catullo senza essere ricambiata. Abbandonata per l’ennesima volta per la viziosa Lesbia, la ragazza stringe un patto con Minerva per dare vita a un legame magico ed eterno con l’amante. Da parte sua, la dea delle spaventose striges, le civette regine della notte, infonderà nel mondo la propria stirpe divina attraverso le figlie umane di Quinzia, le streghe quinzie.

Manerba, 1991 d.C. Durante l’estate, per essere accettata da un gruppo di coetanee, la dodicenne Brunella propone di usare la ouija della nonna per richiamare lo spirito della regina Adelaide, fuggita per le acque del lago oltre mille anni prima. Tuttavia ad aprirsi darà un dialogo con le antiche divinità del Garda, legate alla ragazzina per via del patto stretto dalla sua antenata Quinzia, finché l’innocenza di quel momento sarà tragicamente spazzata via.

Manerba, 2004 d.C. Un terribile fatto di cronaca risveglia le dolorose memorie del 1991, fino alla rottura del Sigillo di Sarca, l’incantesimo che costrinse il marito della ninfa Garda ad abbandonare i propri propositi di conquista del lago. Toccherà a Brunella, ora adulta, ricreare il cerchio delle ragazzine che a suo tempo lo hanno sconfitto, per una resa dei conti non solo con le divinità della mitologia gardesana, ma anche con la propria antica genia.

Anno di pubblicazione: 2016

Genere: Fantasy – Horror

Casa editrice: presentARTsì

Serie: La Saga delle Streghe Quinti #1

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Recensione:

Ho scoperto Il Sigillo di Sarca a Librixia, la fiera del libro di Brescia: curiosando tra le varie esposizioni, sono stata incuriosita proprio da questo romanzo fantasy-horror, che ho finito per comprare dall’autrice stessa, Simona Cremonini.

La storia si divide in diversi filoni temporali, che sono tra loro collegati grazie ai luoghi e alle leggende di cui si parla. Le vicende narrate sono ambientate a Manerba, sul lago di Garda. Il lago e i suoi paesini sono di per sé luoghi molto caratteristici e affascinanti. Oltre alla trama, ad incuriosirmi è stata anche la possibilità di leggere una storia ambientata non molto lontano dalla città in cui vivo, in luoghi in cui sono stata e che in qualche modo conosco e in parte ho visitato. Non conoscevo le leggende legate alle origini del lago di Garda, e scoprire miti legati a ninfe, dei, demoni, antichi poeti e streghe è stato molto interessante, una piacevole sorpresa.

Il libro si divide tra fantasy e horror in un mix di realtà ed elementi di stregoneria, magia oscura: alcune scene del libro risultano infatti molto inquietanti, con atmosfere cupe e angoscianti, e il fatto che le principali protagoniste di queste vicende oscure siano delle adolescenti, poco più che bambine, rende il tutto ancora più sconvolgente. Tutto ciò si rende evidente già fin dalle prime pagine del libro, soprattutto la parte dedicata alla seduta spiritica che Brunella e le sue amiche decidono di fare una sera di agosto. La storia è quindi quella di un dono o di una maledizione, secondo diversi punti di vista. I personaggi sono ben caratterizzati, anche se inizialmente risulta difficile ricollegare i vari pezzi del puzzle: vengono presentati diversi personaggi e avvenimenti, e capire il nesso logico tra tutti questi elementi non è semplice, ma alla fine tutti i nodi vengono al pettine e il lettore scopre una storia complessa e intrecciata, scritta in uno stile semplice e scorrevole.

Consiglio la lettura di Il Sigillo di Sarca agli appassionati di miti e leggende; a chi, come me, vive vicino al lago di Garda e desidera scoprire qualcosa di più riguardo la sua storia; a chi cerca una storia suggestiva e antica.

Non vedo l’ora di leggere il seguito e di andare alla scoperta o riscoperta dei luoghi descritti nel romanzo, per vederli da una nuova prospettiva.

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