Perché vale la pena leggere “Divergent”

La trilogia Divergent di Veronica Roth è una delle mie storie preferite in assoluto. Quelle storie che non riesci a smettere di leggere e che non vorresti finire per niente al mondo. L’ho letta in un periodo in cui la mia priorità era lo studio, e poi Divergent ha preso il sopravvento. Leggevo fino a notte fonda, costringendomi a smettere o la mattina dopo sarei stata incapace di studiare qualsiasi cosa.

La trilogia è composta da Divergent (recensione), Insurgent (recensione) e Allegiant (recensione), più un prequel dal titolo Four (recensione), dedicato per mia grande gioia al protagonista maschile della storia. Li ho letti in pochissimi giorni e quando li ho finiti mi sentivo completamente vuota, come se avessi perso davvero un amico, e noi lettori sappiamo che quando un libro ci regala emozioni di questo tipo resta con noi per sempre.

Oggi vi do quindi alcuni motivi per leggere questa storia, spesso immeritatamente sottovalutata! Oppure, come me, potete rileggerla 😉

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1 – La trama

È una serie young adult di genere distopico, dai risvolti molto interessanti e, perché no, in un certo senso attuali. Infatti, ho sempre creduto che queste versioni distopiche della realtà non siano poi tanto distanti da noi, anzi, il contrario. Beatrice vive in una società divisa in fazioni, ognuna delle quali ha il suo posto preciso nella società, con regole ferree da rispettare. Ogni individuo sceglie a quale fazione appartenere, a seguito di un test che dovrebbe aiutare i ragazzi a capire quale scelta compiere. Sembra che tutto funzioni alla perfezione, ma in realtà non è così: “c’è sempre una falla nel sistema”, dice Beetee di Hunger Games. Tris scopre di essere una Divergente, il che si rivela un problema per la sua stessa sicurezza e salvezza: i Divergenti sono coloro che dimostrano, durante il test attitudinale, di essere adatti a più di una fazione, cosa che la società, il governo non permette. E da qui se ne vedranno poi delle belle.


2 – L’ambientazione

La storia è ambientata in una Chicago di un futuro imprecisato: gli abitanti della città sono gli ultimi esseri viventi rimasti al mondo, da cui sono isolati grazie ad una recinzione, oltre la quale non è dato sapere quali misteri ci siano. Solo la parte della città in cui vivono le persone è curata, per il resto tutto è abbandonato e trascurato. Si tratta di uno scenario sicuramente originale e apocalittico, sicuramente affascinante per un distopico. Anche la scelta di Chicago è diversa e interessante, in quanto una delle maggiori città americane dalla storia (e anche dal presente) tormentata.


3 – I personaggi sono ben caratterizzati

Nonostante i vari personaggi che compaiono nella trilogia nascondano dei segreti, sono anche molto ben caratterizzati e approfonditi. Riusciamo a entrare nella mente non solo dei principali protagonisti Tris e Quattro, ma pian piano possiamo conoscere meglio anche gli altri personaggi: i genitori di Tris, suo fratello Caleb, Christina, Will, ecc. Il prequel della storia Four, poi, è un gioiello proprio per questo: ci fa conoscere meglio Tobias, ci rivela aspetti della sua vita che ci aiutano a comprendere meglio le sue scelte e i suoi errori.


4 – Ci si identifica con i personaggi e con le diverse fazioni

Grazie alla descrizione approfondita dei personaggi, come ho detto nel punto precedente, conoscendoli ci si identifica e ci si immedesima in loro. Oppure viene voglia di prenderli a schiaffi, certo, anche questo è possibile. Sono tante e diverse le emozioni che offre questo libro, e sarete contagiati anche voi. Inoltre, il meccanismo delle fazioni è così interessante che non potrete restare immuni al suo fascino: cercherete di capire i personaggi nel profondo, vi chiederete quale fazione scegliereste voi stessi e quale personaggio, per questo, vi rappresenta di più. E classificherete i vostri conoscenti in base alle fazioni: Candidi, Pacifici, Eruditi, Abneganti e Intrepidi.

Attenzione: se siete Divergenti non ditelo in giro, è pericoloso.


5 – C’è una storia d’amore

E che storia d’amore! Una delle più epiche. Spesso in questo genere ci sono triangoli amorosi, che comunque adoro, ma Tris e Quattro sono fatti l’una per l’altro, non poteva essere altrimenti e non ci possono essere alternative.

E quello che più mi piace è quanto entrambi crescano grazie al loro amore e quanto allo stesso tempo rimangano indipendenti. Loro si conoscono nel profondo, si capiscono, ma non hanno paura di andare l’uno contro l’altra, non hanno paura di dire davvero cosa pensano e fare ciò che credono sia giusto. Sono una coppia matura, responsabile e troppo bella.


6 – Tris e Quattro 

No, non è una ripetizione del punto prima. Tris e Quattro sono una bellissima coppia ma prima di tutto sono due dei personaggi migliori che abbia mai trovato nei libri, due protagonisti perfetti. Tris all’inizio sembra fragile, ma la forza e il coraggio che mostra sono indescrivibili; inoltre è altruista, disponibile, caparbia, determinata a combattere per i valori in cui crede.

D’altro canto, Quattro sembra forte, sicuro di sé, arrogante, duro, ma dietro questa corazza mostra un cuore infinitamente grande, un’intensa capacità di amare e pura dolcezza.

Entrambi commettono i propri errori ma sapranno sempre essere coerenti con ciò che sono, con chi sono, dall’inizio fino alla fine.


7 – La dimensione psicologica

La dimensione psicologica non è una delle prime cose a cui si pensa quando si legge Divergent, ma riflettendoci si scopre che è molto presente: basti pensare al discorso delle paure e del coraggio, che per gli Intrepidi sono elementi fondamentali. Come si affrontano le proprie paure, quelle più pericolose? Come si trova il coraggio di affrontarle e di affrontare sé stessi? Questo aspetto psicologico accompagna tutta la storia, in un crescendo sia delle paure che del coraggio: quando la paura diventa più forte e radicata, il coraggio ha bisogno di essere centro vole più forte e radicato.


8 – I colpi di scena

Se pensate di leggere qualcosa di noioso, avete sbagliato storia. I colpi di scena sono continui e inattesi, improvvisi, inaspettati. Capovolgono l’intera situazione. Non si può stare tranquilli, con Divergent: c’è sempre qualcosa in agguato, una scoperta che non ti aspetti, una rivelazione sconvolgente che fa dubitare di tutto. E proprio come se fossi un personaggio della storia, ti lasceranno a bocca aperta.


9 – Si legge tutto d’un fiato

Per concludere, Divergent è una storia che si legge tutto d’un fiato: ti coinvolge, ti tiene incollato alle pagine, non puoi smettere di leggere perché devi assolutamente sapere cosa succederà. Questo è merito anche dello stile di Veronica Roth: solitamente non amo le storie narrate in prima persona e al presente, ma qui la scrittura e la storia si uniscono e formano qualcosa di raro. La narrazione è semplice, personale, scorrevole, allo stesso modo in cui lo è la storia stessa.


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