I personaggi del cuore – Louisa Clark

Salve lettori 🙂

Oggi vi parlo di un altro personaggio che ho apprezzato molto, in occasione dell’uscita del film nelle sale italiane a partire dal primo settembre (qui trovate l’articolo sul film, che ho già visto). Parliamo del libro dal successo internazionale Io prima di te di Jojo Moyes (qui potete leggere la mia recensione), e quindi parliamo della sola, unica ed inimitabile Louisa Clark.

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Mi raccomando, se non avete letto il libro o non avete visto il film, ATTENZIONE AGLI SPOILER, che qui sono inevitabili.

Quando ho iniziato questo libro non avevo idea che, alla fine, mi sarei trovata davanti a uno dei miei libri preferiti: è una di quelle storie che ti entrano nell’anima con prepotenza e non la abbandonano più. E la stessa cosa vale per i personaggi: ognuno, a modo suo, mi ha trasmesso e insegnato molto.

Louisa in particolare mi è piaciuta subito, è una di quelle protagoniste per cui è impossibile non provare simpatia e non affezionarsi. La sua vita e soprattutto la sua personalità, il suo modo di vedere le cose, subirà cambiamenti importanti nel corso della storia, grazie all’incontro con Will Traynor, costretto dopo un incidente su una sedia a rotelle. La storia è assolutamente delicata e seria, spesso si procede con la lettura con i fazzoletti in una mano e il libro nell’altra. No, ok, in realtà in certi punti siete costretti a mettere giù il libro, realizzare ciò che avete appena letto, sfogare tutte le vostre lacrime, e poi, solo poi, riprendere la lettura. Ma ci sono anche molti punti in cui non si può fare a meno di ridere!

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Lou, come la chiamano tutti, improvvisamente perde il suo lavoro da cameriera,e si ritrova, a 26 anni, a dover cercare un nuovo impiego: sarà un’ardua impresa, perché nessun lavoro sembra fare per lei.

Avevo ventisei anni e non sapevo chi fossi veramente. Fino al momento in cui avevo perso il lavoro, non me lo ero mai chiesto. Pensavo che magari avrei sposato Patrick, messo al mondo un paio di bambini, e mi sarei trasferita a pochi isolati da dove avevo sempre vissuto. A parte una certa stravaganza nell’abbigliamento e il fatto che sono un po’ bassa, non sono poi così diversa da chiunque potreste incontrare per strada. Probabilmente non vi voltereste a guardarmi una seconda volta Una ragazza normale che conduce una vita normale. In effetti, mi andava bene così.

In realtà, a lei piaceva fare la cameriera: è una ragazza semplice, senza pretese, che non si è mai mossa dalla cittadina in cui vive, ma comunque felice e soddisfatta della sua vita. Lou vive un po’ nel suo mondo, ma è una ragazza davvero dal cuore d’oro. Ciò che la preoccupa è la sua famiglia, che conta sul suo stipendio per riuscire a far fronte alle varie spese. Il suo ragazzo, Patrick, con il quale è fidanzata da sette anni, non è proprio di grande sostegno… forse perché che l’ho trovato subito antipatico ed egocentrico, ed effettivamente lo è davvero.

Lou inizia a cercare lavoro tramite un’agenzia che le propone diversi impieghi, ma appunto nessun lavoro sembra essere adatto a lei, finché non spunta all’improvviso un annuncio privato per un posto da assistente domiciliare per un disabile, nello specifico un tetraplegico. Quando si presenta alla villa dei Traynor per il colloquio, Louisa è evidentemente nervosa e non fa esattamente colpo su Mrs Traynor, la madre di Will: si lascia sfuggire qualche battuta e non sa dire esattamente che lavoro vorrebbe né perché lei dovrebbe assumerla per questo posto. Ma, inaspettatamente, e forse anche grazie al suo carattere un po’ impacciato e stravagante, il colloquio va per il verso giusto e Lou viene assunta:

«Miss Clark, è mio dovere chiarire che questo non è un contratto a tempo indeterminato. Sarebbe per un massimo di sei mesi. È per questo motivo che lo stipendio è… proporzionato. Volevamo attirare la persona giusta. […] Mio figlio, Will, è rimasto ferito in un incidente stradale quasi due anni fa. Necessita di assistenza ventiquattro ore su ventiquattro, e in gran parte se ne occupa un infermiere professionale. Io ho ripreso a lavorare da poco, e all’assistente viene richiesto di restare qui durante il giorno per tenergli compagnia, aiutarlo a mangiare e bere, e dare un aiuto extra assicurandosi che non si faccia male.» Camilla Traynor abbassò lo sguardo. «È della massima importanza che Will abbia al suo fianco una persona ben consapevole della sua responsabilità.»

Tutto quello che diceva, anche il modo in cui enfatizzava le parole, sembrava alludere a una certa dose di stupidità da parte mia.

«Capisco.» Allungai la mano verso la borsa.

«Allora vorrebbe il lavoro?»

La domanda fu così inaspettata che all’inizio pensai di aver sentito male. «Come?»

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Fin da questo colloquio si percepisce una certa severità in Camilla Traynor, che suggestiona molto Lou: questo avrà spiegazione solo più tardi nella storia, quando Lou scoprirà che vero motivo per cui è stata assunta è cercare di far cambiare idea a Will sulla decisione che ha preso, ovvero lasciarsi andare tramite l’eutanasia. Mrs Traynor, infatti, cercava una persona solare, allegra, che potesse convincere Will che, nonostante l’incidente e la conseguente tetraplegia, ha ancora molto da ottenere da questa vita, considerando anche la sua giovane età (35 anni).

Lou però non sa ancora nulla di tutte le vicende che stanno alla base della sua assunzione, ma è comunque entusiasta di aver trovato un nuovo lavoro. Entusiasmo che si spegne i primi giorni di lavoro: Will ha un carattere molto forte, e non è facile stargli accanto. Il suo dolore e la sua sofferenza per le condizioni in cui si trova sono palpabili, e questo lo fa risultare scontroso con chiunque lo circondi. E ovviamente il suo nuovo bersaglio non può che essere Lou, che deve lavorare al suo fianco:

Rimasi in piedi in mezzo alla stanza, le mani affondate in tasca, incerta sul da farsi. Will Traynor continuava a guardare fuori dalla finestra come se io non ci fossi.

«Vuole che le prepari una tazza di tè?» dissi, quando il silenzio divenne insostenibile.

«Ah, già. La ragazza che prepara il tè per guadagnarsi da vivere. Mi chiedevo quanto tempo sarebbe passato prima che volesse ostentare le sue capacità. No. No, grazie.»

«Un caffè, allora?»

«Niente bevande calde per ora, Miss Clark.»

«Può chiamarmi Lou.»

«Sarebbe d’aiuto?»

Rimasi interdetta e aprii leggermente la bocca. Poi la richiusi. Papà diceva sempre che mi faceva sembrare più stupida di quanto fossi in realtà. «Bene… posso portarle qualcosa?»

Si girò a guardarmi. Le sue guance erano coperte da una barba ispida di diverse settimane, e gli occhi erano indecifrabili. Poi si allontanò.

«Io…» Mi guardai intorno. «Vedo se c’è qualcosa da lavare, allora.» Uscii dalla stanza con il cuore che mi martellava nel petto. Una volta arrivata al sicuro in cucina, tirai fuori il cellulare e scrissi un messaggio al volo a mia sorella. “È orribile. Mi odia.”

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Nathan, il fisioterapista e infermiere professionale di Will, con il quale sembra avere un ottimo rapporto, la mette subito in guardia: Will è comprensibilmente lunatico e cerca di destabilizzare le persone che lo circondano, ma il suo compito è quello di cercare di risollevare un po’ il suo morale. Pian piano, però, Lou riesce ad abbattere i muri di difesa che Will ha costruito attorno a sé dal giorno dell’incidente, e tra i due si instaura un bel rapporto, fatto di confidenze ma anche di risate.

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Passando il tempo con lui, Lou si rende conto di quanto deve essere dura per Will, abituato a viaggiare e godersi la vita, essere ora in quelle condizioni:

Mi sdraiai e pensai a Will. Pensai alla sua rabbia e alla sua tristezza. Pensai a ciò che aveva detto sua madre, che ero una delle pochissime persone in grado di stabilire un contatto con lui. Pensai a quando si era sforzato di non ridere per La canzone di Molahonkey, in una notte in cui la neve scendeva dorata, volteggiando davanti alla finestra. Pensai alla pelle calda, ai capelli morbidi e alle mani di un uomo vivo, un uomo di gran lunga più intelligente e più divertente di quanto sarei mai stata io, eppure incapace di vedere una prospettiva migliore se non quella di autodistruggersi. E finalmente, con il viso affondato nel cuscino, piansi, perché all’improvviso la mia vita sembrava molto più dura e complicata di quanto avrei mai potuto immaginare, e perché avrei voluto tornare indietro, indietro a quando la mia maggiore preoccupazione era se io e Frank avevamo ordinato abbastanza ciambelle con l’uvetta.

Questo dimostra quanto Lou sia una persona di cuore ed estremamente sensibile, che tiene alle persone che fanno parte della sua vita. Infatti, quando viene poi a sapere che il suo compito con Will è cercare di fargli cambiare idea sulla sua decisione di lasciarsi morire in una clinica svizzera per smettere di soffrire, dopo essersi ripresa dallo shock Lou non si arrende e inizia a pensare a tutti i modi possibili per uscire, divertirsi, dimostrargli che la vita può continuare lo stesso: corse di cavalli, un concerto di musica classica, il matrimonio dell’ex fidanzata di Will. Proprio in quest’ultima occasione, Lou convince Will a partire insieme. Infatti, i due sono ormai diventati molto intimi: Lou è in crisi con Patrick, che non fa altro che pensare solo a se stesso; inoltre, ha confidato a Will di essere stata vittima di un attacco di gruppo da ragazzina, un evento che ha segnato la sua vita per sempre. Se Lou è una ragazza senza pretese, contenta della sua vita semplice e magari un po’ monotona, è anche per questo, e Will, consapevole di quanto Lou le sia vicina e ci sia sempre per lui, cercherà di aiutarla, di spronarla a volere di più dalla vita e da se stessa.

«Sai una cosa?»

Avrei potuto restare a guardare il suo viso tutta la notte. Il modo in cui gli occhi si increspavano agli angoli. Il punto in cui il collo incontrava la spalla. «Cosa?»

«Qualche volta, Clark, sei praticamente l’unica ragione per cui desidero alzarmi al mattino.»

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«Allora andiamo da qualche parte.» Le parole mi uscirono quasi prima di sapere cose volessi dire.

«Come?»

«Andiamo da qualche parte. Passiamo una settimana a divertirci e basta. Io e te. Senza nessuno di questi…»

Attese. «Stronzi?»

«…stronzi. Dimmi di sì, Will. Dài.»

I suoi occhi non lasciavano i miei.

Non sapevo cosa gli stessi dicendo. Non sapevo da dove mi venisse. Sapevo soltanto che se non fossi riuscita a convincerlo ad accettare quella sera, con le stelle, le fresie e le risate e Mary, non avrei avuto nessun’altra possibilità.

«Ti prego.»

I secondi che passarono prima che mi rispondesse sembrarono durare un’eternità.

«D’accordo» disse.

Lou ormai è sempre più lontana da Patrick, e infatti i due finiranno per lasciarsi, e sempre più vicina a Will. Molto vicina. Lou si sta innamorando, e si accorge che sono sentimenti veri, profondi, che le smuovono l’anima. Un amore puro e sincero che va oltre ogni altra cosa, anche se inizialmente è un po’ confusa al riguardo, e ne parla con la sorella:

«Ma Will mi piace. Molto.»

Mi osservò attentamente. Aveva assunto la sua espressione pensosa. Non c’è nulla di più terrificante del viso di mia sorella quando pensa, soprattutto se l’oggetto delle sue riflessioni sei tu.

«Oh, merda.»

«Non…»

«Questo sì che è interessante» disse.

«Lo so.» Lasciai cadere le braccia lungo i fianchi.

«Hai bisogno di un lavoro in modo che…»

«È quello che mi dicono gli altri tetraplegici. Quelli con cui chiacchiero sui forum. Non puoi essere tutte e due le cose. Non puoi essere assistente e…» Mi coprii il viso con le mani.

Sentivo i suoi occhi su di me.

«Lui lo sa?»

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«No. Non so nemmeno se lo so io. È solo che…» Mi gettai sul letto a faccia in giù. Aveva l’odore di Thomas e, sotto sotto, un leggero sentore di Marmite. «Non so cosa pensare. So soltanto che il più delle volte preferirei stare con lui piuttosto che con chiunque altro.»

«Compreso Patrick.»

Eccola là, spiattellata, la verità che potevo a malapena ammettere con me stessa.

Mi sentii avvampare. «Sì» dissi, con il viso affondato nel piumino. «Qualche volta sì.»

Per Lou, Will diventa il suo mondo, rimanendogli accanto in qualunque occasione, anche quando è costretto in ospedale a causa della polmonite. Si preoccupa per lui, ed è chiaro, con il passare del tempo, che entrambi provano gli stessi sentimenti.

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Le cose precipitano l’ultima sera della vacanza, quando Lou si dichiara e Will la respinge, per motivi ben precisi: Lou gli ricorda tutto ciò che non è più e non può più fare dal giorno dell’incidente.

«No, Clark.»

«No?»

«Mi dispiace. Non è abbastanza.»

Fece una pausa prima di parlare, come se, una volta tanto, si stesse sforzando di trovare le parole giuste. «Non è abbastanza per me. Questo, il mio mondo, anche se ci sei tu dentro. E credimi, Clark, tutta la mia esistenza è cambiata in meglio da quando sei arrivata tu. Ma non è sufficiente per me. Non è questa la vita che desidero.»

Ora toccò a me ritrarmi.

«Mi rendo conto che potrebbe essere una vita piacevole. E mi rendo conto che, accanto a te, forse potrebbe perfino essere molto piacevole. Ma non è la mia vita. Io non sono come le persone con cui hai parlato. Non ha niente a che vedere con la vita che voglio. Nemmeno lontanamente.» 

[…]

«Ma non ti dai neppure una possibilità» sussurrai. La mia voce sembrava non voler uscire dal petto. «Non mi dai una possibilità.»

«Non è questione di darti una possibilità. In questi sei mesi ti ho visto diventare una persona completamente diversa, che sta soltanto iniziando a vedere le sue potenzialità. Tu non hai idea di quanto questo mi abbia reso felice. Non voglio che tu sia legata a me, ai miei appuntamenti in ospedale, alle limitazioni della mia vita. Non voglio che tu ti perda tutto quello che qualcun altro potrebbe darti. E, egoisticamente, non voglio che un giorno tu mi guardi provando anche il minimo rimpianto e pietà e…»

«Non lo farei mai

«Non puoi saperlo, Clark. Non hai idea di come potrebbe diventare. Non hai nemmeno idea di come potresti sentirti tra sei mesi. E io non voglio guardarti ogni giorno, vederti nuda, osservarti mentre gironzoli per la dépendance con i tuoi abiti pazzi e non… non essere in grado di fare quello che desidero con te. Oh, Clark, se sapessi cosa vorrei farti in questo momento. E io… io non posso vivere con questa consapevolezza. Non posso. Non è da me. Non posso essere il tipo d’uomo che semplicemente… accetta

Abbassò lo sguardo sulla sedia, la voce rotta. «Non lo accetterò mai.»

Così, quando Will le chiede di accompagnarlo in Svizzera, Lou va su tutte le furie, dicendogli che è un egoista e non può chiederle questo, perché per lei, che lo ama, è troppo. Soffrirà molto, sarà la scelta più difficile della sua vita, ma, alla fine, Lou raggiunge Will in Svizzera per passare gli ultimi momenti con lui, e sono pagine (e scene del film) che spezzano il cuore, davvero. Si capisce che il loro incontro è stato per entrambi qualcosa di molto importante, di sconvolgente. Lou non è più la stessa, è maturata e cambiata molto grazie a Will, che le ha dato il coraggio di vedere oltre se stessa, il coraggio di vedere il mondo e di superare i propri limiti e le proprie paure. Non potrà mai dimenticarlo, e gli sarà grata per sempre. Allo stesso modo, Will ha passato gli ultimi sei mesi della sua vita riscoprendo la bellezza della vita e dell’amore, in modo diverso da quanto lui conosceva.

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La lettera che Will lascia a Lou è di un’intensità molto toccante, e fa capire quanto anche lui fosse legato a lei:

Per qualche tempo ti sentirai a disagio nel tuo nuovo mondo. Ci si sente sempre disorientati quando si viene sbalzati fuori dal proprio angolino rassicurante. Ma spero che tu sia anche un po’ elettrizzata. Il tuo viso quando sei tornata dall’immersione mi ha detto tutto: c’è fame in te, Clark. C’è audacia. L’hai soltanto sepolta, come fa gran parte della gente.

Non ti sto dicendo di buttarti da un grattacielo o di nuotare con le balene o cose di questo genere (anche se in cuor mio mi piacerebbe che lo facessi), ma di sfidare la vita. Metticela tutta. Non adagiarti. Indossa quelle calze a righe con orgoglio. E se proprio insisti a volerti sistemare con qualche tizio strampalato, assicurati di mettere in serbo un po’ di questa vitalità. Sapere che hai ancora delle possibilità è un lusso. Sapere che potrei avertele date io è stato motivo di sollievo per me.

Così stanno le cose. Sei scolpita nel mio cuore, Clark, fin dal primo giorno in cui sei arrivata con i tuoi abiti ridicoli, le tue terribili battute e la tua totale incapacità di nascondere ogni minima sensazione. Tu hai cambiato la mia vita molto di più di quanto questo denaro potrà mai cambiare la tua.

Non pensare a me troppo spesso. Non voglio pensarti in un mare di lacrime. Vivi bene.

Semplicemente, vivi.

Con amore,

Will

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L’incontro con Will ha cambiato il modo di vedere la vita di Lou, che leggerà questa lettera a Parigi, secondo la volontà di Will. Aprirsi alla vita e non lasciare che rimanga intrappolata dalle sue paure, legate alle brutte esperienze del suo passato, era quello che lui voleva per lei, che la aiuta a realizzare questo obiettivo.

Insomma, ciò che amo di Lou è che è un personaggio molto versatile, in cui tutti noi probabilmente riusciamo a immedesimarci. Un incontro importante, con un uomo del quale si innamorerà, le cambia la vita in meglio mostrandole che con i limiti che lei stessa si è imposta si sta perdendo molte cose, si sta perdendo il meglio. Inoltre, Will le dimostra che l’amore può arrivare inaspettatamente, toccarti l’anima e sconvolgerla positivamente. Lou è una donna più forte di quanto pensasse: se ne era solo dimenticata, e aveva bisogno di qualcuno che glielo ricordasse. Inoltre, la sua determinazione nel rimanere sempre se stessa è da esempio per tutti, così come la sua dolcezza e il suo altruismo, la sua infinita generosità e simpatia.

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Voi che ne pensate di questo personaggio? Vi piace? Perché?

Vi aspetto nei commenti! 🙂

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2 Risposte a “I personaggi del cuore – Louisa Clark”

  1. è un articolo davvero bellissimo, complimenti. Ho letto il libro più di tre anni fa quindi non ricordo esattamente ogni dettaglio, ma ricordo che mi ritrovai un po’ nell’insicurezza e nelle paranoie di Lou e che mi piacque subito la sua tenacia dopo tutto.

    1. Oh. grazie *.* io ho sfogliato un po’ il libro per rileggerlo e trovare i passi giusti da inserire nell’articolo! Esatto, è impossibile non ritrovarsi in Lou, è talmente una ragazza come tutte noi che qualcosa in cui ci ritroviamo c’è per forza! E’ molto insicura ma anche molto forte!

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